I percorsi
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Dove mangiare
Piazza della chiesa: alimentari “Gamba Carlo“.
pane e focaccia cotte in forno tradizionale a legna, affettati e formaggi locali, olio, farina di castagne, dolci tipici. Tel. 0584.772221
Trattoria “Da Luciano“: cucina casalinga tipica toscana;
loc. La Culla, a 3 Km prima del paese di Sant’Anna;
tel. 0584.989091
Prodotti tipici
Castagne e farina di castagne:
Sant’Anna è tradizionalmente legata alla coltivazione e alla raccolta delle castagne; oltre alla produzione spontanea delle piante selvatiche presenti su tutto il territorio circostante il paese, la produzione pregiata è costituita dalle castagne “carpinesi”, provenienti da piante innestate. Dalla fine degli anni ’60 a Sant’Anna gli essiccatoi per le castagne (metati) non sono più utilizzati ed i castagneti pressochè abbandonati. I pochi impegnati nella raccolta finalizzata all’essiccazione delle castagne e alla produzione della farina si servono dei pochi metati rimasti nel vicino paese di Farnocchia.
Pastinocello:
Il pastinocello è una carota spontanea (Daucus carotae maior) che si trova – da febbraio a marzo – nei prati, lungo gli argini dei fiumi, a partire dal livello del mare fino a notevole altitudine. Può essere anche coltivata: in tal caso se ne utilizza il fittone. Della pianta spontanea si consumano il fusto e le foglie; della pianta coltivata la radice. Le foglie sono verdi e lucide, il fusto è striato e ramoso, lungo da 30 cm fino a 2 m, con fiori bianchi. Le foglie, tenere e saporite, dette “erbuccio”, sono consumate fresche come insalata o bollite. La carota ha invece un sapore dolciastro che ricorda, così come il suo colore giallo-marroncino, quello delle nocciole.
Il pastinocello ha avuto un’importanza notevole nell’economia di Sant’Anna di Stazzema, dal momento che se ne faceva ampio uso nelle cene organizzate per festeggiare gli scambi di manodopera fra contadini; in tempo di guerra poi veniva utilizzato in cambio dell’olio di oliva con gli abitanti di Capezzano Monte. La carota si può utilizzare fritta, come ingrediente di frittate e anche cruda; l’erbuccio può essere consumato in insalata o bollito (l’acqua della bollitura è curativa per i disturbi renali); le foglie, una volta, erano utilizzate come foraggio.
La coltivazione del pastinocello è a rischio: la pianta spontanea è ancora reperibile ma la carota non è utilizzabile. Dal dopoguerra la sua coltivazione è in pratica caduta in disuso; solo nel 1997 un appassionato di prodotti tipici, rinvenendone qualche seme, ha ricominciato a coltivarlo. Oggi ci sono solo quattro persone impegnate nella coltivazione, tre a Sant’Anna e una a Palagnana che lo coltivano a livello amatoriale producendone 3-4 quintali all’anno. Il prodotto viene destinato all’autoconsumo o al regalo a conoscenti. È stato pubblicato sul “Venerdì di Repubblica” del 30 marzo 2000 un articolo sul pastinocello intitolato “La carota alla nocciola che cresce sulle Alpi Apuane”.
Funghi
Nei mesi maggio-giugno e settembre-ottobre, in Versilia e a Sant’Anna di Stazzema, come in molte zone delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano (Garfagnana e Lunigiana in particolare), si avvia la raccolta dei funghi. I porcini sono i più ricercati. Rispetto a quelli della Garfagnana e della Lunigiana, i porcini di Sant’Anna risentono della vicinanza del mare, acquisendo un sapore diverso e salmastroso.
Patate:
nei piccoli appezzamenti ancora coltivati a Sant’Anna uno dei prodotti più diffusi è indubbiamente la patata. Se ne coltivano diverse qualità, a pasta gialla, più soda e compatta, piuttosto versatile ma particolarmente adatta per essere cucinata intera e per essere fritta, e Rossa, saporita e consistente, adatta ad ogni tipo di preparazione.
In particolare:
Monalisa: è una delle migliori, è grande con buccia gialla e polpa bianca; ottima lessata, arrosto e soprattutto fritta.
Desirée: una patata dalla pelle rossa e pasta gialla che solitamente si consuma in primavera,indicata per gnocchi e per lunghe conservazioni.
Spunta: Buccia gialla, pasta gialla chiara, molto grande, forma lunga ovale, particolarmente precoce. Poco resistente alla cottura, sapore neutro adatta al consumo fresco.
Dolci:
castagnaccio;
pasimata: focaccia con l’uva, a lievitazione naturale;
Feste tradizionali
Festa patronale di Sant’Anna. 26 luglio. Viene celebrata la domenica successiva.
Ogni tre anni la festa assume un carattere più solenne, con la partecipazione di cori polifonici e la processione della statua della patrona per i borghi del paese accompagnata dalla banda musicale.
Un fiore a Sant’Anna.
La domenica precedente il 12 agosto, da oltre 20 anni, si rinnova la manifestazione sportiva denominata “Un fiore a Sant’Anna”. E’ un omaggio che il mondo dello sport rende alle vittime della strage. L’iniziativa vede impegnati podisti, ciclisti e concorrenti in Mountain Bike, impegnati a salire a Sant’Anna lungo alcune di quelle direttrici percorse il 12 agosto 1944 dalle truppe nazifasciste, per deporre un fiore presso il Monumento Ossario, alla memoria delle 560 vittime della strage.
L’organizzazione vede impegnate, sotto la direzione della Polisportiva Versiliese di Vallecchia, le istituzioni della Versilia, le associazioni e i gruppi del volontariato locale.
Santa Barbara. 4 dicembre o la domenica successiva.
Fra Sant’Anna e Valdicastello, ad anni alterni, viene celebrata la festa di Santa Barbara, la santa protettrice dei minatori. L’Associazione “Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944” e l’Associazione “XII Agosto” di Valdiscatello Carducci hanno ripreso da qualche anno l’antica tradizione dei minatori. Gli ex dipendenti delle miniere si ritrovano ogni anno nella celebrazione della S. Messa e nel tradizionale pranzo.